Morsi 2017 - III edizione

16-30 settembre 2017 
Alla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi la terza edizione della rassegna di danza contemporanea
14 nuove produzioni in programma

Morsi 2017 - III edizione

Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
via Salasco, 4 - Milano

Ingresso 5 euro - prenotazione obbligatoria
r.paparella@fondazionemilano.eu- 02/97152511


Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi - Corso Teatrodanza

Presenta

MORSI 2017 - III Edizione

Rassegna di danza contemporanea

da sabato 16 a sabato 30 settembre 2017

 

Direttore artistico della rassegna
Marinella Guatterini

Direzione della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi
Giampiero Solari

coordinamento organizzativo
Davide Montagna

responsabile organizzativo
Rossana Valsecchi

Costumi Enza Bianchini, Nunzia Lazzaro
Luci Nicolò Leoni, Paolo Latini, Simona Ornaghi
Scene Pio Manzotti, Alice Capoani, Mattia Franco
Comunicazione e promozione Roberta Paparella
progetto grafico Claudio Beretta, Roberta Cesani

Dal 16 al 30 settembre 2017 nella Sala Teatrale di via Salasco, 4 si svolge la terza edizione di MORSI, la rassegna di danza contemporanea realizzata dalla Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi con la direzione artistica di Marinella Guatterini (coordinatrice del Corso Teatrodanza).

8 giornate di spettacolo per 14 nuove produzioni in programma: creazioni di coreografi affermati si alternano a produzioni a firma di coreografi emergenti (Progetto Post Diploma della Civica Scuola di Teatro paolo Grassi) e, nella sezione En Avant!, agli originali  lavori di danzatori appena diplomati.

Ad aprire la rassegna (sabato 16 settembre - replica domenica 17) sarà il debutto assoluto di Spoon River, una coreografia di Biagio Caravano per 16 giovani danzatori (ormai) professionisti, inserita in un più ampio progetto che coniuga danza e recitazione, sviluppato con Paolo Bessegato.

Si prosegue mercoledì 20 settembre con “Per silenzi e frastuono - partitura per giovani danzatori”, coreografia di Julie Ann Anzilotti ePaola Bedoni, con i danzatori del Terzo Corso in Teatrodanza che ha debuttato proprio in accademia lo scorso maggio.

Venerdì 22 e sabato 23 settembre saranno in scena 3 creazioni realizzate nell’ambito del Progetto Post-Diploma della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi diretta da Giampiero Solari. Il progetto nasce da un’idea di Marinella Guatterini  ed è affidato per questa edizione alle cure della compagniaMK (Biagio Caravano e Michele Di Stefano, quest’ultimo già vincitore del Leone d’Argento alla Biennale Danza di Venezia 2015).

Lunedì 25 e sabato 26 settembreritorna il duo Sergio Antonino e Alessandra Corti che ripropongono per il pubblico di MORSI rispettivamente “Trama e Ordito” e “Same But Different”,  spettacoli con cui i due coreografi hanno debuttato alla Paolo Grassi in maggio nell’ambito del progetto “Le Coppie”, anche questa un’idea di Marinella Guatterini sviluppata con Giampiero Solari.

Chiude la rassegna “I’m the king”, coreografia originale e visionaria di Paola Lattanzi che si muove tra danza contemporanea e boxe. Presentato in giugno site - specific sul ring del Teatro Principe, lo spettacolo è stato completamente riadattato alla Sala Teatrale, pertanto sarà proposto nell’ambito di Morsi 2017 come un nuovo debutto.

Particolare attenzione è sempre riservata alla sezione En Avant!, la selezione e la presentazione di alcuni lavori coreografici degli allievi del Terzo Corso di Teatrodanza  il  17, 22 e 23 settembre, in apertura delle serate.

Gli spettacoli

PRIMA ASSOLUTA

Sabato 16 settembre ore 20:30

(replica)Domenica 17 settembre ore 20:30

SPOON RIVER

Coreografia Biagio Caravano

Recitazione e cura del testo poetico Paolo Bessegato

Con Alice Argilli, Marina Bertoni, Bianca Bonechi, Gianmaria Borzillo, Gaia Ceccoli, Greta Cisternino, Andrea Dore,

Orfeo Armando Fumagalli, Lucia Mauri, Sara Monari, Riccardo Novaria, Barbara Novati, Tiziano Portas,

Maria Romano, Edoardo Sorrenti

Le voci dei personaggi morti dell’ “Antologia di Spoon River” giungono da un luogo letterario, ma se i personaggi prendono corpo e quel luogo diventa uno spazio concreto misurato da microfoni e sonorità telluriche, ecco che  Spoon River diventa un luogo non intercettabile, un luogo che si lascia attraversare nella circolarità di un flusso.

E’ attraverso un continuo accesso ad un spazio esterno che si ridefinisce e riorganizza, è nel momento in cui ci presentiamo nel vuoto che Spoon River si rivela. Un “non luogo” della memoria dove i corpi raccontano frammenti di esistenze vissute o ancora rivissute.
Una specie di moderna e breve Divina commedia laica.

Mercoledì 20 settembre ore 20:30

PER SILENZI E FRASTUONO

partitura per giovani danzatori

Coreografia Julie Ann Anzilotti e Paola Bedoni

Con i danzatori del Secondo Corso Teatrodanza Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

Livia Bartolucci, Stefano Bettani, Alice Corio, Alessandra Cozzi, Elisabetta Da Rold, Agnese Gabrielli, Nicolò Giorgini, Gianmaria Girotto, Iara Luppi, Simone Mazzanti, Camilla Neri, Angelica Perelli, Francesca Rinaldi, Pablo Ezequiel Rizzo, Bruna Romano

Musica  Heiner Goebbels
Costumi Enza Bianchini, Nunzia Lazzaro
Luci Nicolò Leoni, Paolo Latini, Simona Ornaghi
scene Pio Manzotti, Alice Capoani, Mattia Franco

[durata 45’]

Il corpo indaga il silenzio attraverso i ritmi e le immagini che lo evocano. Rigore e tensione nell’ascolto sbocciano in bagliori di frastuono, partiture sincopate e brevi, rombo sotterraneo di una quiete sospesa.

Dall'improvvisazione su temi guidati, all'espressione dei sentimenti e degli stati d'animo attraverso il gesto e il movimento. Non si escludono il suono e la parola, ma si privilegia il corpo come strumento espressivo, ponendolo in stretta relazione con lo spazio in cui si trova ad agire ed agli oggetti (costumi, scene, luci..) che lo circondano. Il lavoro si è focalizzato sul silenzio e sui ritmi di vari stati d'animo che il silenzio fa affiorare; sui suoni che il corpo compie danzando creando un tappeto sonoro.

L'obiettivo primario è quello di far emergere da ciascuno la propria individualità danzante, il proprio io creativo, cercando di favorire in ogni modo le qualità di ognuno sia che si tratti di qualità coreutiche, qualità tecniche, qualità interpretative, qualità espressive, qualità comunicative. La varietà degli stimoli proposti l'attenzione al particolare, l'ascolto e il tempo dedicato, sono strumenti essenziali per raggiungere questo scopo.

Lunedì 25 settembre - ore 20:30

Omaggio al corso di Teatrodanza e ai suoi allievi a cura di Monica Casadei eArtemis Danza in occasione del suo 20° anniversario"
 

SAME BUT DIFFERENT

Coreografia Alessandra Corti

con i danzatori del Terzo Corso Teatrodanza della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

Emilio Bagnasco, Cristina Caio, Erica Cinali,Emanuele Frutti, Viola Gasparotti, Annalisa Limardi, Lidia Luciani, Nicola Manzoni,

Cecilia Maresca, Annalisa Morelli, Annalisa Privati, Emma Saba

Musiche originali Miquel J. Font
Costumi Enza Bianchini, Nunzia Lazzaro
Luci Nicolò Leoni, Paolo Latini, Simona Ornaghi

[durata 30’]

Same but differentdiAlessandra Corti, èuno studio sulla ricerca di una fisicità che possa tradurre un sentimento, una sensazione interiore, personale ed estremamente individuale che dipende da un momento: un viaggio interiore che avvicina la semplicità di un concetto alla complessità del rapporto con se stessi. Uno strumento che viene dato uguale per tutti - spiega la coreografa - può creare risultati molto diversi, riconoscere la bellezza e la positività di questo concetto è molto importante per sviluppare la forza della propria individualità.

 

Lunedì 25 settembre ore 20:30

(replica) Martedì 26 settembre ore 20:30

TRAMA E ORDITO

Coreografia Sergio Antonino

Musiche Salvatore Sciarrino, Carlo Gesualdo da Venosa, Marko Kassl, Florian Walter, Salvatore Di Gesualdo, Tallis
Con i danzatori del Terzo Corso Teatrodanza della Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi

Emilio Bagnasco, Cristina Caio, Erica Cinali,Emanuele Frutti, Viola Gasparotti, Annalisa Limardi, Lidia Luciani, Nicola Manzoni,

Cecilia Maresca, Annalisa Morelli, Annalisa Privati, Emma Saba

[durata 50’]

Trama e Ordito di Sergio Antonino, è un quasi “maldestro” tango a tre o il riflesso di una “Zattera della Medusa”, ribaltata nella sua implosione. Questi sono alcuni degli spunti per una composizione coreografica giocata sulla frammentarietà, sul continuo scomporsi di un ipotetico collettivo corpo e su una centripeta forza che attira e disperde i danzatori. La trama di una “non storia” che combatte col suo ordito, quasi ad intrecciare e ricamare i vettori di percorsi comunicanti, eppure continuamente spezzati. Il sogno di un elefante nella neve, la firma degli interpreti a confermare una partecipazione attiva nelle dinamiche del processo creativo, una numerologia trascritta in passi che declinano in una improbabile marcia militare: i pretesti per una scrittura del gesto di un corpo estenuato e dilatato su ventiquattro braccia, centoventi dita, dodici bocche.

Sabato 30 settembre ore 20:30

I’M THE KING

Coreografia originale Paola Lattanzi

Assistente al progetto Gabriele Gerets Albanese

Con Alice Argilli, Marina Bertoni, Bianca Bonechi, Gianmaria Borzillo, Gaia Ceccoli, Greta Cisternino, Andrea Dore,

Lucia Mauri, Sara Monari, Riccardo Novaria, Barbara Novati, Tiziano Portas, Maria Romano, Edoardo Sorrenti

Luci Nicolò Leoni,Paolo Latini,Simona Ornaghi

costumi Enza Bianchini, Nunzia Lazzaro

Styling Filippo Leone M. Biraghi

Si ringrazia la LEONE 1947® per la sponsorizzazione tecnica

[durata 55’]

 

 

Vi è qualcosa che accomuna

un boxeur ed un attore: il connubio

tra ferocia e fragilità, tra natura e artificio,

tra forma e deformazione

F. Ruffini

 

Coreografia originale e visionaria di Paola Lattanzi che si muove tra danza contemporanea e boxe, presentata  site - specific sul ring del Teatro Principe, I’m the kingè stato completamente riadattato alla Sala Teatrale, pertanto proposto nell’ambito di Morsi 2017 come un nuovo debutto.
I’m the kingè un viaggio alla ricerca del gesto essenziale, che non può essere imitato, ma nasce dalla frustrazione, dalla resistenza e dall’autodeterminazione. Sul ring si dichiara la sconfitta non quando vai a terra ma quando non riesci più ad alzarti, racconta Paola Lattanzi, per affrontare questo lavoro abbiamo dovuto modificare non solo il nostro training, ma soprattutto educare la nostra emotività a mantenersi stabile, a usare e gestire la rabbia e la fatica, a considerare i pugni involontari che ci sono sfuggiti come un evento che ci avvicina di più alla realtà della boxe, a riconoscere nell'altro le nostre stesse difficoltà.
Abbiamo imparato che non si può colpire e pensare allo stesso tempo ma occorre creare nel nostro corpo un sistema di riflessi infallibili su cui poter contare per schivare e colpire, che non si perde mai perché o si vince o si impara. in questo percorso è stato fondamentale il supporto di Gabriele Gerets Albanese, drammaturgo e boxeur.
I’m the kingè anche un viaggio attraverso l’instabilità della bilancia che pesa vittoria e sconfitta. Il rispetto per la vittoria, l’elogio della sconfitta: due valori che hanno uguale importanza se letti nella prospettiva di un percorso che porta alla conoscenza. Ma, in ogni caso, vincere/ perdere sono eventi del dopo e dell’altrove.

#Progetto Post Diploma#

Venerdì 22 settembre

Allegoria ed effetti del buon governo

di Móss

con Sabrina Fraternali, Sebastiano Geronimo, Erica Meucci, Flora Orciari, Francesca Siracusa, Cecilia Tragni

coreografia Loredana Tarnovschi
scenografo costruttore Yuri Mari
costumi Beatrice Palmisano
musica Kanye West, Alo Wala, The Clerk, The Beatles, Gea Brown

[durata 40’]

Se un extraterrestre sbarcasse sulla terra, conterebbe quattro continenti.

E sarebbe molto stupito se noi gli dicessimo che nei nostri libri di geografia ne contiamo cinque. E noi dovremmo spiegarli che consideriamo continente una penisola dell’Asia. Che è un continente minuscolo rispetto alle dimensioni degli altri continenti. Certamente l’extraterrestre ci domanderebbe come mai noi consideriamo continente una penisola e dovremmo spiegargli che, evidentemente, non essendo un continente geografico, è un continente storico-culturale. In questa penisola è nata un’idea di uomo, un’idea di lavoro, un’idea di amore, un’idea di politica, che in qualche modo hanno toccato tutta la vita del nostro pianeta.

Il lavoro si ispira agli affreschi commissionati ad Ambrogio Lorenzetti per la Sala dei Nove del Palazzo Pubblico di Siena: Allegoria ed effetti del Buon Governo e del Cattivo Governo, che nascono per decorare la sala che ospitava le riunioni del Governo dei Nove, costituito da nove persone elette ogni due mesi senza possibilità di rinnovo del mandato, alla guida della città di Siena tra il 1287 e il 1355. Tale forma di governo garantiva un turnover e una partecipazione al potere di tutta la città.

Come nell’affresco di Ambrogio Lorenzetti, l’ambizione che poniamo sulla freccia scoccata è che ogni aspetto viva di un suo spazio armonioso che si interseca nella vita degli altri e viceversa, per la creazione di un sistema/società improntata al bene comune in cui c’è spazio per tutto.

L’ambizione è la creazione di uno spazio di convivenza tra corpi che, seguendo le regole, diventa spazio collettivo. Corpi diversi che nell’abitazione di un luogo a essi comune hanno come unico obiettivo la continua rivalutazione di questo. Ognuno con il proprio linguaggio, avendo un grammatica comune essendo cittadini di una metratura condivisa, interagisce con altre entità che a loro volta avranno un solo obiettivo: il bene comune.

Sabato 23 settembre
Doing

di Flora Orciari e Francesca Siracusa

con Sabrina Fraternali, Sebastiano Geronimo, Erica Meucci, Loredana Tarnovschi, Cecilia Tragni
musiche Mike Mind- Caveman, Henri Texier - 'Les Là-Bas' (Bonobo Remix)
luci Paolo Latini

[durata 25’]

Questo progetto coreografico si interroga circa le possibilità di una “messa in scena“ oggi.

Si propone come un'ipotetica soluzione a partire da uno spazio pieno, informato, abitato chissà da quanto.

Il danzatore X è lo strumento critico che abita pienamente un luogo già dato,  ne modifica le coordinate, predilige alcuni luoghi, li conquista, li respira e li abbandona per poi ritornarci con la leggerezza di un passante disinteressato.

Il corpo affaccendato svela una drammaturgia di un vissuto stratificato, condiviso, trasmissibile, a volte riconoscibile. Di tanto in tanto affiorano numerose possibilità segniche, strumento di comprensione tra i danzatori e lo spettatore: sono segnalazioni, veloci, effimere, ripetutamente innescate.

Ciò che avviene è solo nel presente: la dimensione temporale e dunque spaziale, è fondamentale per chiarire quale sarà la rotta comune vivendo inevitabilmente che “tutto si identifica e si consuma nel tempo”.

La sottr-azione sarà la scelta prediletta al fine di avviare uno svuotamento graduale, necessario.

Vogliamo qualcosa che matericamente bruci nello spazio scenico e tenda verso un vuoto fertile, minima frazione temporale, silenzio, che presto e inevitabilmente diventerà “supporto provvisorio per un nuovo discorso”.

Glauco

coreografia Sabrina Fraternali

con Flora Orciari

[durata 15’]

Glaucoè un progetto coreografico che prende ispirazione dal libro Água viva della scrittrice brasiliana Clarice Lispector. Il romanzo parla di una pittrice che sceglie il mezzo linguistico per raccontare la parte più intima di sé stessa. Un lunghissimo flusso di coscienza trascina il lettore - e lo spettatore - in uno spazio ipnotico, sempre mutevole. Questa donna si pone al limite della realtà, spesso travalicandone i confini, eppure la vive fino in fondo. Quanto più appare perduta, tanto più si ritrova al centro di sé stessa.

Il progetto propone una serie di momenti che si inanellano per offrire un corpo attraversato dal disordine; un corpo che è corrente lenta e torbida, spirale veloce e cristallina, che si smarrisce e si ritrova. Non segue mai una linea retta: l’espressione di un “senso” significherebbe una limitazione della realtà. Il corpo tesse tele scomposte, riprende fili del discorso dimenticati e, anche se sommerso dalla propria abbondanza, non cola mai a picco. È sorretto dalla verità che emerge dalla produzione di se stesso. Si fa nascere, si crea. Madre e creatura sono un tutt’uno. Lo spazio è come una bolla piena d’acqua densa; è necessario sforzarsi di respirare piano, per ossigenarsi.

 

Sezione En Avant!

domenica 17 settembre

Horror Vacui - There is no lack of void
di e con
Viola Gasparotti

musiche John Cage – Four6
tutor Biagio Caravano,Ariella Vidach

[durata 12’]

La realtà è freneticamente affrontata accumulando oggetti, immagini, azioni, parole, pensieri, persone, relazioni. Il corpo è inserito in un meccanismo di continua produzione di movimento. Urlando, sputa parole verso l'esterno rimanendo tuttavia in una inquietante condizione di incomunicabilità.

È nell'esperire totalmente questo stato che sente di potersi dirigere verso un'altra visione della realtà. Lentamente affiora la necessità di camminare verso l'essenziale. Liberatosi dalla paura del vuoto, il corpo danzante armonicamente è.

Horror Vacui è l'esigenza di indagare ed esperire nel movimento due differenti condizioni di Vita. È necessità di svelarsi che nasce dall'esperienza di un linguaggio fisico reso sterile dal frastuono frenetico.

domenica 17 settembre - ore 20:45

Chiroptera
di Emma Saba

con Viola Gasparotti, Emma Saba
tutor Biagio Caravano, Ariella Vidach

[durata 13’]

I chirotteri (Chiroptera Blumenbach) sono un ordine di mammiferi placentati comunemente noti come pipistrelli. Una caratteristica unica dei pipistrelli è quella di sapersi muovere al buio, grazie ad un sistema chiamato ecolocalizzazione. Questo sesto senso funziona come un vero e proprio sonar. Un pipistrello emette brevi ultrasuoni e ne ascolta l'eco di ritorno: attraverso l'analisi di questa eco riesce a costruire un'immagine sonora di ciò che lo circonda. Chiroptera indaga un linguaggio segreto che ha tra le sue priorità il respiro e l'ascolto. Pone il corpo in una condizione di disponibilità, fiducia, adattamento nei confronti dell'altro dentro ad una struttura comunicativa aperta. Il performer è fragile davanti a chi osserva: accoglie il suo sguardo e si offre all'immaginazione.

mercoledì 20 settembre - ore 20:30

INVINCOLI
di Annalisa Morelli

con Erica Cinali, Annalisa Limardi, Annalisa Morelli
musiche  “Syntaxis” (1957) Bruno Maderna, “Les chants de la mi-mort” (1914) suite per piano Alberto Savinio, “Moon” (2005) Alva Noto, Ryuichi Sakamoto
tutor Ariella Vidach

[durata 13’]

Tre conviventi in uno spazio generico provano ad animarlo: prima ognuna per proprio conto, poi insieme collaborando. Nel mezzo il confronto fra gli individui si esprime nel contatto fra i corpi: si confrontano in conflitto - e ognuno crea un vincolo all'altro; l'altro tenta di superarlo. È il movimento stesso il territorio da esplorare sondando le possibilità portate dal contatto fra i corpi e la conseguente voglia di svincolarsi.

 

mercoledì 20 settembre - ore 20:45

Come Across
di Cristina Caio

con Nicola Manzoni, Annalisa Privati
musiche Redi Lamçja,Marco Ravelli
tutor Paola Lattanzi

[durata 10’]

«Alle volte mi basta uno scorcio che s’apre nel bel mezzo d’un paesaggio incongruo, un affiorare di luci nella nebbia, il dialogo di due passanti che s’incontrano nel viavai, per pensare che partendo di lì metterò assieme pezzo per pezzo la città perfetta, fatta di frammenti mescolati col resto, d’istanti separati da intervalli, di segnali che uno manda e non sa chi li raccoglie». Estratto da “Le città invisibili” di Italo Calvino.

venerdì 22 settembre - ore 20:30


di Nicola Manzoni

con Erica Cinali, Emanuele Frutti, Viola Gasparotti, Annalisa Limardi,Lidia Luciani, Annalisa Privati, Emma Saba

musiche Ryoji Ikeda
tutor Biagio Caravano

[durata 13’]

tratta di uno spazio geometrico mobile.

 

sabato 23 settembre - ore 20:30

Ofelia
di Cecilia Maresca

conCristina Caio, Viola Gasparotti, Annalisa Limardi, Emma Saba
testo tratto da Hamletmachine di Heiner Muller e Hamlet di William Shakespeare

drammaturgia Eleonora Paris
musiche John Cage
tutor Paola Lattanzi

[durata 12’]

Come attraverso un acquario, come dietro i vetri di una clinica psichiatrica, siamo testimoni di un quadro tutto al femminile che prende vita davanti a noi: quattro voci di un’unica donna, Ofelia, portatrice di un corpo alterato e impedito dal suo stesso respiro, da una lenta follia che non trova quiete, né punto di ritorno e che agisce in lei allo stesso modo dell’acqua che l’annega. Una “morte” voluta, capitata…in quali termini cercata? Quattro performer esplorano il corpo interiore e fisico del proprio essere donna, nel suo fluire vitale e nella costrizione. Il respiro irregolare e mutevole incide nel corpo, nella dinamica e nelle relazioni i segni del dolore che si tramuta in follia. Chi è Ofelia dentro di noi? Dove ci chiama, chi ci ricorda, cosa ci urla?