13/9 a Milano - 18/9 a Torino Come un fiore di campo, Ego flos campi - Allievi Civica Abbado in MITO

Milano, Palazzina Liberty - Torino, Chiesa del Santo Volto - Istituto di Musica Antica

nell’ambito di MITO

SettembreMusica 2017

Allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano
Istituto di Musica Antica

13 settembre 2017, MI
Palazzina Liberty, largo Marinai d’Italia, ore 21.00 

18 settembre 2017, TO
Chiesa del Santo Volto, ore 21.00
 

Come un fiore di campo

ingresso libero


Al centro c’è una messa, composta da Juan Gutiérrez de Padilla in Sud America, all’inizio del Seicento, sul celebre Ego flos campi (dal Cantico dei cantici). Intorno ci sono pagine musicali europee, nate negli stessi anni, che fanno da termine di paragone. Si va così alla scoperta di un barocco meno battuto e terribilmente affascinante.

Il concerto è preceduto da una breve introduzione di Carlo Pavese.

Girolamo Frescobaldi (1583-1643), Toccata per l’elevazione
Juan Gutiérrez de Padilla (1590-1664), Kyrie dalla Missa Ego flos campi
Girolamo  Frescobaldi, Canzon prima a 4 da Canzoni da sonare, Venezia 1634
Sebastian Aguilera de Heredia (1561-1627), Tiento de falsas
Juan Gutiérrez de Padilla, Credo dalla Missa Ego flos campi
Fray Bartolomé de Selma y Salaverde (ca. 1595-1638), Canzona a 3
Jacobus Clemens non Papa (ca. 1510-1556), Ego flos campi
Juan Gutiérrez de Padilla
Sanctus dalla Missa Ego flos campi
Agnus Dei dalla Missa Ego flos campi
Raffaella Aleotti (ca. 1575-ca. 1640)
Ego flos campi

Allievi della Civica Scuola di Musica Claudio Abbado di Milano

Eleonora Bellini soprano
Jonatas Monteiro alto
Massimo Lombardi tenore
Alessandro Ravasio basso
José Manuel Fernandez Bravo cornetto
Linda Priebbenow violino
Stefano Seregni trombone
Cecilia Medi dulciana
Mauro Colantonio viola da gamba
Céline Pasche arpa
Sonia Hrechorowicz organo
Pietro Modesti direttore

 

Puebla “de los Angeles” è una città messicana fondata dagli spagnoli quasi sei secoli fa. Nel suo centro storico, patrimonio UNESCO dell’umanità, sorgono palazzi coloniali e chiese che sono un tripudio barocco di angeli e santi, stucchi e marmi. Quando nel 1622 vi arrivò dalla Spagna Juan Gutiérrez de Padilla, già maestro di  cappella  a  Cadice, nell’America latina si praticava da alcuni decenni la polifonia nella migliore tradizione iberica. La Chiesa infatti aveva dato grande impulso alla musica nel culto, promuovendo presso le popolazioni locali l’insegnamento del canto nonché la costruzione di strumenti. Per quanto espressione di un disegno di egemonia tendente a estirpare le tradizioni religiose locali, queste pratiche alla lunga diedero vita a un processo  di reciproca assimilazione, che finì per conferire caratteri propri alla musica della “Nueva España”. Questa, a grandi linee, la situazione in cui operò Gutiérrez, che dal 1629 al 1664, anno della morte,  fumaestrodi cappella della cattedrale di Puebla. Qui compose litanie, mottetti, villancicos e messe tra cui la Missa Ego flos campi che è al centro del programma e che, come avveniva all’epoca, vedrà le parti canoniche, dal Kyrie all’Agnus Dei, interpolate da altri brani, strumentali e vocali.

Il senso della proposta è anche quello di mettere a confronto Gutiérrez con alcuni suoi contemporanei europei. Ecco dunque i due brani strumentali di Frescobaldi, la Toccata e la Canzon primae, anch’essi strumentali, la Canzona a 3 del frate agostiniano Bartolomé de Selma e il Tiento de falsas di Aguilera. Fray Bartolomé fu valente fagottista al servizio dell’arciduca Leopoldo nell’orchestra di Innsbruck mentre Aguilera, sacerdote e organista del duomo di Huesca e poi di Saragozza, fu autore di musica sacra e di tientos, brani strumentali di carattere improvvisativo, simili ai ricercari. Le falsas sono le dissonanze (i trattatisti italiani dell’epoca le chiamavano “durezze”) e dunque un tiento è detto de falsas quando fa un uso  particolarmente audace delle dissonanze.

Ego flos campi et lilium convallium (“Sono fiore di campo e giglio delle valli”) è l’inizio del secondo capitolo del Cantico dei cantici, divenuto nel Medioevo cristiano un’antifona al Magnificat.Tra Cinque e Seicento su Ego flos campi sono fioriti, è il caso di dirlo, non solo la messa di Gutiérrez ma anche numerosi mottetti, tra cui quello del fiammingo Jacobus Clemens (detto “non Papa” forse per distinguerlo dal poeta Jacob Papa) e dell’italiana Raffaella Aleotti, entrata giovanissima nel convento di San Vito a Ferrara per diventarne priora nel 1593.

Nicola Pedone

www.mitosettembremusica.it