CASTING: "In Casa, con Claude"

La Civica Scuola di Teatro Paolo Grassi ricerca

2 attori maschi, per LUI (età scenica di circa 25 anni) e per l’ISPETTORE (età scenica 35-40 anni)
per l'esercitazione di Valeria Fornoni del Secondo Corso Regia Teatrale

In Casa, con Claude di René Daniel Dubois
tutor Claudio Autelli

Il piano didattico del 2° anno regia trova il suo centro nella messinscena da parte di ciascun allievo del corso di un breve atto unico della drammaturgia contemporanea, allo scopo di mettersi alla prova nel lavoro con gli attori e gli altri strumenti della regia in forma possibilmente compiuta. Considerando fondamentale poter misurarsi con risposte attoriali attendibili si ritiene importante il coinvolgimento di attori già formati. L’esercitazione prevede 4 settimane di lavoro, incluse 3 repliche interne alla Paolo Grassi.

Cerchiamo 2 attori maschi, per LUI (età scenica di circa 25 anni) e per l’ISPETTORE (età scenica 35-40 anni)

 Profilo degli attori

Entrambi gli attori devono avere una buona propensione al lavoro fisico e ad essere disponibili all’eventualità di una scena di nudo.

 Periodo di lavoro, repliche comprese: 18 aprile – 19 maggio 2018

 Casting

-  candidatura: si prega di inviare la propria candidatura, corredata di curriculum, 2 foto (1 primo piano e 1 figura intera) ed eventuali link video a casting.paolograssi@gmail.com  entro il 23 febbraio, indicando la propria disponibilità per i giorni del 5, 6, 7 marzo.

- Prima selezione su convocazione: 5,  6,  7  marzo. I candidati selezionati riceveranno le richieste insieme alla convocazione.

- Seconda selezione: 21 – 22 – 23 marzo blocco di lavoro su parte.

 E’ prevista retribuzione.

Saranno prese in considerazione solo candidature di attori diplomati presso accademie riconosciute o con esperienza professionale equiparabile.

 Sinossi del testo

 La scena si svolge nella stanza del Giudice di un tribunale. Sono già’ trascorse 36 ore dall’inizio dell’interrogatorio. Il reo confesso è un ragazzo che frequenta il giro della prostituzione nei parchi della città di Montréal. Un ispettore cerca di ricostruire il motivo e gli istanti che hanno preceduto l'omicidio di Claude, giovane studente universitario di una ricca famiglia canadese. Lui, il ragazzo vuole parlare necessariamente con il giudice e sotto la provocazione di danneggiare tramite la stampa la nomea di un illustre giudice suo passato cliente, l'ispettore dovrà a tutti i costi evitare l'esplosione di uno scandalo.

I personaggi

LUI

Disinibito, a tratti folle, sfrontato, ironico, una disperata vitalità.

“Ho camminato un’ora. Forse di più. Non lo so, non porto l’orologio. All’improvviso mi sono sono svegliato. Ero seduto su uno steccato, a Westmount. Un po’ come se mi fossi addormentato (…) camminavo, ma nello stesso tempo non lo sapevo. Camminavo così.”

“Non si può parlare di queste cose senza diventare sdolcinati, mi fa incazzare.

Sembra che le parole. Le parole non vogliono. Sono vuote, consumate. Non c’è modo di farle funzionare.”

Lui. In Casa, con Claude

 ISPETTORE

Cinico, incalzante, disorientato, abile nel rivelare la propria fragilità per accedere a quelle degli altri.

“Chiudi la bocca e fammi finire. Voglio sapere dove sei stato. Che cosa hai fatto (…). Voglio sapere chi sei. Voglio sapere da dove vieni e cosa fai nella vita.”

“Certe volte io sono dietro la mia scrivania, loro stanno dall'altra parte, li guardo. E ho voglia di mettermi a piangere.”

Ispettore. In Casa, con Claude

René-Daniel Dubois

 

La sua ossessione di gridare la verità che nessuno sembra vedere è senza riposo. È la fine dello specchio a cui si aggrappa, come uno spigoloso geloso di una vetreria che non interesserebbe a nessuno.”

Christian Desmeules, giornalista e critico letterario canadese (In “Entretiens”)

 

René-Daniel Dubois drammaturgo, sceneggiatore canadese ha scritto molte opere teatrali che hanno segnato il dramma del Québec. Il suo linguaggio nudo e diretto scava nei luoghi più difficoltosi dei paesaggi urbani. Un intellettuale, un pensatore libero che come lui stesso afferma nel documentario Une sur mille di Jean-Claude Coulbois (2005) si sente un avverso ad una società in cui gli intellettuali sono muti e gli artisti sono presi da una macchina del fare. Le sue opere più celebri sono tradotte in diverse lingue. In particolare: Non dare la colpa ai beduini (Leméac, 1984, Premio Letterario del Governatore Generale); In casa, con Claude (Leméac, 1986, adattato per il cinema da Jean Beaudin nel 1992).

 

Note di regia

“Nessuno avrà avuto un’esperienza diretta delle vere cause di tali accadimenti, ma ognuno ne avrà ricevuto un’immagine”

Jean Baudrillard

Il testo è un flusso continuo, il tempo, in platea, coincide con il tempo della scena stessa. Un ticchettio costante che pare delineare l'ossessione di entrambi i personaggi.

Il linguaggio è semplice, diretto, quasi primitivo e cerca di indagare un antico nesso: quello tra eros e thánatos.

A confronto ci sono due uomini di età e posizione sociale apparentemente differente, una relazione che sembra volgere soltanto nella parola, ma che in realtà si crea anche nella progressiva conquista di spazi: dall’ufficio del giudice, a Montréal fino in casa di Claude.

Il problema forse è quello dell’identità.  Un costume, un modo di parlare, un modo di vivere.

Travestirci di e da cosa? Quali sono le nostre maschere? E poi la violenza può essere un veicolo per amare, per carpire ciò che siamo e ciò di cui abbiamo bisogno?

Davanti a questi possibili temi e interrogativi i due uomini soli, uno davanti all’altro, si interrogano su quello che li spinge ad essere quello che sono.