Torino, 4 dicembre. Alcuni giovani appartenenti al FUAN (Fronte Universitario d’Azione Nazionale) iniziano a distribuire volantini nell’atrio di Palazzo Nuovo, una delle sedi dell’università di Torino. Studenti di fazioni politiche opposte li attaccano, verbalmente e fisicamente, fino all’intervento delle forze di polizia: la violenza della carica è mostrata in un breve video, unica testimonianza certa. La polizia ha poi arrestato una ragazza dei centri sociali e uno studente spagnolo in Erasmus.
Gli studenti coinvolti. Scegliendo Palazzo Nuovo, rinomato per essere il centro principale delle organizzazioni studentesche di sinistra, i ragazzi del FUAN si sono trovati a fronteggiare diversi gruppi a loro opposti: i giovani di Studenti Indipendenti, dei centri sociali e del CUA (Collettivo Universitario Autonomo). Proprio di quest’ultimo fa parte la ragazza che è stata arrestata.
Gli altri studenti. Una studentessa che stava facendo lezione al momento degli scontri ha raccontato la situazione di incertezza in cui si è trovata la sua classe: il professore, senza essere a conoscenza di ciò che stava accadendo al piano superiore, ha raccomandato ai ragazzi di non lasciare la stanza; è seguito il momento della carica, con grida e passi tanto forti da far tremare i muri. Dopo aver imboccato un’uscita secondaria gli studenti hanno colto alcuni stralci dei disordini, scambiandoli sul momento per una manifestazione.
Il rettore. Nonostante un gruppo di ragazzi abbia deciso di recarsi subito dal rettore Gianmaria Ajani per avere spiegazioni, soprattutto sull’irruzione della polizia, l’incontro non si è rivelato particolarmente fruttuoso. Ajani ha confermato di non aver autorizzato l’intervento, affermando però anche che in simili casi di emergenza le forze dell’ordine non hanno bisogno del suo benestare per entrare in azione. Tutte le violenze sono state condannate, ma nessuna soluzione sembra essere stata proposta per agire in modo efficace su questi scontri insensati e dannosi.


