Expo 2015 è portatore di importanti tematiche quali la sostenibilità energetica e l’ecologia. Ma è effettivamente possibile una produzione basso impatto ambientale e sostenibile? Esistono alcune realtà totalmente autonome e sostenibili, tra cui la cooperativa Procolloro, un’associazione fondata da alcuni cittadini di Premosello al fine di produrre energia in modo del tutto sostenibile e a basso impatto ambientale ai comuni limitrofi tramite una piccola centrale idroelettrica che si integra perfettamente all’ambiente montanaro circostante, così da ridurre al minimo l’impatto ambientale e visivo.
Produzione energetica: l’idroelettrico. – L’Italia necessita di una produzione autonoma di energia elettrica. Il nostro territorio si presta particolarmente allo sfruttamento dell’idroelettrico a causa della presenza di sorgenti d’acqua, soprattutto nelle Alpi.
L’energia idroelettrica garantisce circa 20% del fabbisogno energetico italiano. In passato l’idroelettrico ebbe un ruolo fondamentale nella produzione energetica nazionale; infatti all’inizio nel Novecento fino al primo dopoguerra la maggior parte di energia derivava appunto da piccole e autonome centrali idroelettriche. In Lombardia la prima fonte di produzione energetica si riconduce all’utilizzo appunto dell’idroelettrico. Queste centrali hanno un rendimento elevato ed è storicamente una delle fonti più antiche ed efficaci di sfruttamento.
Vantaggi e svantaggi dell’idroelettrico – L’idroelettrico presenta numerosi vantaggi rispetto ad altre modalità di produzione energetica. Innanzi tutto fa perno su una fonte rinnovabile e non esauribile. In secondo luogo, grazie al fatto che non viene realizzato nessun processo di combustione, l’emissione di sostanze inquinanti è praticamente nulla. L’idroelettrico inoltre, insieme alle altre fonti rinnovabile, permette una minore dipendenza dalle produzioni energetiche estere e una importante riorganizzazione di produzione a livello regionale.
Esistono però degli enormi svantaggi nelle produzioni energetiche derivanti da grossi impianti idroelettrici; infatti in alcune aree sono state allagate e occupate da grosse dighe e i regimi naturali dei fiumi e torrenti sono stati modificati a servizio delle centrali idroelettriche, provocando un alto impatto ambientale.
Un secondo problema è rappresentato dall’impatto visivo delle centrali idroelettriche, che, spesso situate in zone di montagna, deturpano il paesaggio naturale. In fase di progettazione è dunque importante tenere conto di questo problema, cercando di circuirlo con una costruzione dell’impianto visivamente sostenibile.
Il piccolo idroelettrico (definito anche micro idroelettrico) è una forma di produzione energetica che spesso non prevede la costruzione di una diga per la centrale ma che invece si avvale del naturale dislivello dei torrenti; si tratta di strutture dalle dimensioni ridotte, quindi più sicure e gestibili, dalla potenza istallata minore, e da un basso impatto ambientale e paesaggistico.
Cooperativa Procolloro: un’alternativa possibile. – Un esempio di utilizzo efficace del piccolo idroelettrico è la cooperativa Procolloro, che fornisce energia elettrica ai paesi circostanti di Colloro e Premosello-Chiovenda. La Procolloro è una cooperativa non concessionaria a scopo mutualistico e nasce nel 1919 con l’istallazione della linea elettrica che da Premosello a Colloro alimentava i privati; ancora oggi la Procolloro fornisce in modo del tutto sostenibile e a basso impatto ambientale energia elettrica ai suoi soci. La piccola centrale, come le condutture d’acqua, si integra perfettamente al paesaggio circostante. I nuovi progetti di ristrutturazione miglioreranno, oltre che la portata d’acqua, anche l’impatto visivo dell’impianto. La Procolloro è gestita da alcuni cittadini di Premosello e Colloro che, in modo del tutto spontaneo e gratuito, garantiscono il funzionamento della centrale, riuscendo così a coprire la domanda dei soci. Nel 2014 la cooperativa ha battuto il suo record di produzione, potendo non soltanto vantare prezzi della bolletta notevolmente bassi, ma anche di riuscire a vendere ad altri paesi il surplus di produzione di energia elettrica.