Il 25 aprile 2017, in occasione della commemorazione della liberazione d’Italia, è stata organizzata la mobilitazione Porta un fiore al partigiano al Cimitero Maggiore di Milano, per contrastare la parata neofascista prevista nello stesso cimitero al campo 10.
La mobilitazione Porta un fiore al partigiano
Sebbena la questura e la prefettura di Milano abbiano alla fine vietato la parata nera dei gruppi di estrema destra, l’iniziativa Porta un fiore al partigiano è avvenuta comunque.
La cittadinanza e alcune associazioni presenti hanno colto l’occasione per ribadire l’importanza della difesa della giornata del 25 aprile e della sua eredità, incontrandosi alle 9.30 del mattino al Cimitero Maggiore.
Ogni partecipante ha portato un fiore rosso, una rosa o un garofano per lo più, per i partigiani e i caduti militari durante la guerra di Liberazione ,sepolti al campo 64, anche chiamato Campo della Gloria.
In seguito alla deposizione dei fiori sulle lapidi, hanno avuto luogo canti della resistenza, e testimonianze di alcuni partigiani, come quella di Lena Palladini D’ambrosio.
Sono intervenuti anche il presidente del Municipio 8, Simone Zambella e altri rappresentanti di associazioni antifasciste, come gli Arci, l’associazione femminista Non Una di Meno e l’AnPi, associazione nazionale partigiani italiani.
Il senso della manifestazione Porta un fiore al partigiano
La mobilitazione “Porta un fiore al partigiano” è nata dalla volontà di alcune associazioni e della cittadinanza di dire basta alla parata nera che ogni anno, da diverso tempo, ha luogo al campo 10 del cimitero, dove sono sepolti i volontari italiani delle SS, delle brigate nere, della Xmas oltre a esponenti del ventennio fascista e della Repubblica di Salò.
Gli organizzatori della manifestazione hanno infatti affermato che, il fatto che questa parata ricorra proprio il 25 aprile o nei giorni precedenti, rappresenta un oltraggio alla memoria, di chi ha perso la vita per la nostra libertà ed inoltre è anticostituzionale.
Una risposta democratica a un’offesa intollerabile.
Questura e prefettura vietano la parata nera
Il 21 aprile 2017, in seguito alle pressioni di diverse associazioni antifasciste, la Questura e la Prefettura di Milano hanno deciso di vietare la manifestazione nazifascista che avrebbe dovuto aver luogo il 25 aprile 2017 presso il campo 10 del cimitero maggiore di Milano.
La Prefetta Luciana Lamorgese ha annunciato al presidente dell’Anpi di Milano, Roberto Cenati, che sebbene non sia concretamente possibile impedire a singole persone di entrare nel cimitero e recarsi al campo 10, saranno severamente puniti e bloccati tutti quei gruppi chiaramente riconoscibili.
La decisione è stata poi comunicata direttamente agli organizzatori della parata nera: CasaPound e Lealtà Azione.
Le dichiarazioni di Roberto Cenati, presidente dell’ANPI di Milano
L’Anpi di Milano, guidato dal suo presidente Roberto Cenati, è tra le associazioni che più hanno fatto pressione all’Amministrazione comunale affinché il corteo neofascista fosse impedito.
Il presidente dell’Anpi di Milano ha presenziato anche alla conferenza stampa del sindaco Beppe Sala, sulle attività previste per il 72° anniversario della Liberazione d’Italia.
Roberto Cenati si congratula con l’Amministrazione, che finalmente dopo quattro anni ha preso una posizione forte per contrastare l’offensiva di questi gruppi di estrema destra.
“E’ un importante segno di discontinuità” ha affermato.
La legge Scialba che punisce l’apologia del fascismo
Bisogna ricordare che in Italia, l’apologia del fascismo è punita per legge.
La legge che introduce questa fattispecie di reato è la Scelba, una legge che fu introdotta il 20 giugno del 1952.
Secondo tale norma,
« quando un’associazione, un movimento o comunque un gruppo di persone non inferiore a cinque persegue finalità antidemocratiche proprie del partito fascista, esaltando, minacciando o usando la violenza quale metodo di lotta politica o propugnando la soppressione delle libertàgarantite dalla Costituzione o denigrando la democrazia, le sue istituzioni e i valori della Resistenza, o svolgendo propaganda razzista, ovvero rivolge la sua attività alla esaltazione di esponenti, principi, fatti e metodi propri del predetto partito o compie manifestazioni esteriori di carattere fascista. »
chi persegue tali fini, è sanzionabile per legge con la reclusione da 18 mesi a 4 anni.
29 aprile 2017: la parata nera al campo 10
Sebbene non ci sia stata traccia di saluti romani e croci celtiche il 25 aprile 2017 al Cimitero Maggiore, i gruppi di estrema destra si sono trovati quattro giorni dopo, nonostante il divieto di qualche giorno prima, al Campo 10.
Il raduno-beffa, a cui hanno partecipato circa 1000 persone, per lo più riportanti addosso simboli nazifascisti, ha avuto luogo e al campo del Cimitero dove sono sepolti i volontari delle SS e i soldati della Repubblica di Salò è stata deposta una corona, seguita da saluti romani e l’urlo corale di “Presente!”.
Il 29 aprile è una giornata importante per i neofascisti, e si potrebbe definire il loro 25 aprile. Commemora, infatti, la morte di Sergio Ramelli, militante del Fronte della Gioventù, morto quel giorno nel 1975, ucciso da alcuni militanti dell’estrema sinistra.
La dichiarazione del Sindaco Sala
“Condanniamo fermamente questi gesti e queste provocazioni e continueremo a far tutto quanto è in nostro potere per evitare iniziative del genere – ha dichiarato Beppe Sala, il sindaco di Milano.
“Mi auguro che le autorità competenti agiscano perché la nostra Costituzione e le nostre leggi siano rispettate. E, soprattutto, mi auguro che la Milano democratica e antifascista, che ha fatto grande questa città, non smetta mai di far la sua parte, nel solco dei valori della nostra Costituzione. Io la mia la farò sempre”.
Inchiesta-blitz della Digos: 70 indagati tra cui Iannone
La Procura ha lanciato subito dopo qualche ora dall’avvenimento della parata nera, la segnalazione di avvenuta Apologia di Fascismo.
Al momento sono indagate oltre 70 persone, tra cui i leader dei gruppi di estrema destra Casa Pound e Lealtà Azione: Gianluca Iannone e Norberto Scordio.