Aggressione sui treni, quanto si sentono sicuri i pendolari di Trenord

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Sono davvero tante le sensazioni che abbiamo raccolto tra i pendolari di Trenord di passaggio a Villapizzone, alla periferia nord-ovest di Milano, teatro dell’aggressione ai danni di un capotreno a giugno 2015. C’è chi ostenta sicurezza, chi indifferenza e chi invece è preoccupato per la propria ragazza fino ad arrivare ad aspettarla in stazione.

L’aggressione a Villapizzone lo scorso 11 giugno

La sera dell’11 giugno scorso nella stazione milanese di Villapizzone è stato aggredito Carlo Di Napoli, il dipendente Trenord stava svolgendo normalmente il suo lavoro di controllore, quando tre ragazzi sudamericani si sono rifiutati di mostrare il proprio biglietto. Di Napoli li ha così invitati  a scendere alla stazione successiva per procedere con un verbale. Ma quando si sono aperte le porte, uno dei tre uomini ha tirato fuori un machete e ha colpito il controllore al braccio più volte, causandogli quasi l’amputazione, un collega fuori servizio vedendo la scena è corso in soccorso della vittima sanguinante mentre i tre malviventi erano già fuggiti, anche se le telecamere avevano ripreso la gag.

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Sicurezza dei pendolari

Con Expo in pieno svolgimento, la Regione Lombardia ha deciso di affiancare al personale Trenord un servizio di vigilanza privata per aumentare la sicurezza sui treni, ma non tutti pensano sia ancora attivo dopo la chiusura dell’esposizione internazionale a ottobre del 2015. La condanna fino a 16 anni per gli aggressori di Carlo di Napoli, capotreno di Trenord, riporta infatti in primo piano la questione della sicurezza dei pendolari che quotidianamente si spostano tra Milano e provincia.

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