Uso e percezione della traduzione automatica

Qual’è la percezione della traduzione automatica neurale presso i professionisti e gli utenti comuni?

Jessica Selinger ci parla della sua ricerca svolta per la sua tesi di laurea magistrale presso l’Istituto di Traduzione e Interpretazione IUED del Dipartimento di Linguistica applicata dell’Università di Scienze Applicate Zurigo (ZHAW).

La traduzione automatica neurale: una minaccia o un’opportunità?

Se fino a pochi anni fa i risultati prodotti da vari sistemi di traduzione automatici erano spesso discutibili e facevano addirittura sorridere i traduttori con l’avvento dei sistemi neurali nel 2016 la situazione è molto cambiata. Questi sistemi infatti sono un’applicazione dell’intelligenza artificiale (IA) basata su reti neurali composte da migliaia di unità artificiali che assomigliano – come peraltro indica il nome ai nostri neuroni (Forcada 2017). Il loro punto di forza sta nel fatto che sono in grado di affrontare con successo anche situazioni completamente nuove, basandosi su quanto “appreso” in precedenza.
La traduzione automatica neurale comincia a costituire un valido aiuto per i traduttori e le traduttrici, permettendo loro soprattutto di guadagnare tempo. Allo stesso tempo, tuttavia, questi sistemi sono spesso visti come una tecnologia “che ruba il lavoro” e creano molte incertezze e paure. Tanti si chiedono se la figura del traduttore esisterà ancora anche in futuro o a quali cambiamenti andrà incontro. Nell’ambito della mia tesi di master ho dunque deciso di indagare sull’uso e la percezione della traduzione automatica e su come ci si immagina la situazione del traduttore in futuro, sia tra i professionisti del settore, sia tra i non professionisti. In questo articolo, dopo aver spiegato brevemente il metodo, riporterò i principali risultati della tesi di laurea magistrale in Traduzione professionale svolta presso il Dipartimento di Linguistica applicata dell’Università di Scienze applicate Zurigo (ZHAW).
Poiché desideravo indagare su opinioni concrete in merito alla TA, ho deciso di interagire direttamente con coloro che si confrontano in modo attivo con questo tema. Ho optato per un approccio misto, svolgendo un’analisi quantitativa tramite un sondaggio e un’analisi qualitativa sotto forma di intervista.

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